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Fabbro a Varese: il servizio di SOS Fabbro 24h

Il servizio di fabbro Varese offerto da SOS Fabbro 24h è in grado di intervenire per molteplici problematiche in modo celere, economico e professionale. Ora scopriamo insieme tutto ciò che c’è da sapere proprio su questo servizio fabbro Varese.

Il successo del servizio di fabbro Varese è una conseguenza di vari fattori, basti pensare che riceveremo interventi di qualità, economici, e 24h su 24. Infatti, il servizio di fabbro Varese è disponibile a qualsiasi ora della giornata, ogni giorno dell’anno, festivi compresi; in più arriverà al tuo domicilio in soli 15 dalla chiamata.

Qua sotto troverete alcuni esempi sugli interventi che svolge il servizio di fabbro Varese:

 

  • Serrature per le porte blindate:

Montare una serratura moderna a cilindro europeo dotata di sistema di sicurezza defender è un intervento di conversione che consentirà di aumentare la sicurezza della propria abitazione o ufficio, evitando la sostituzione dell’intera porta e riducendo enormemente i costi. SOS Fabbro 24h esegue in sole 24 ore interventi rapidi riguardanti il cambio della serratura per porta blindata, da doppia mappa a cilindro europeo, a partire da 100€. Questo intervento prevede anche la consegna sigillata delle chiavi, dotate di tessera di proprietà, che consente di generare duplicati  solo nelle ferramenta autorizzate garantendo in questo modo un’ulteriore tutela per il consumatore.

 

  • Riparazione di porte danneggiate:

I tecnici del servizio fabbro Varese sono specializzati nell’eseguire abilmente anche la riparazione di porte danneggiate, sostituendo le parti che necessitano di riparazione, ovvero maniglie, cornici, bugne, vetri, inserti ecc., in modo pulito, veloce ed efficace. Le riparazioni verranno eseguite in tempi rapidi ed in maniera eccelsa in qualunque fascia oraria.

 

Tra gli altri interventi eseguiti dal servizio di fabbro Varese troviamo: la realizzazione di ringhiere; il servizio di fabbro notturno; il servizio di fabbro per apertura; il fabbro per inferriate di sicurezza; le aperture giudiziarie; la riparazione di serrande e avvolgibili; la realizzazione di cancelli; le porte antipanico e tagliafuoco; ecc.

Corso di primo soccorso a Venezia: dove effettuarlo?

Se hai bisogno di frequentare un corso primo soccorso Venezia, rivolgiti presso l’agenzia Lisa Servizi, che sta organizzando per quest’anno dei corsi rivolti ai principianti.

Vediamo, per iniziare, chi è l’addetto al primo soccorso: questa figura rientra a pieno titolo nell’ampio panorama della Gestione delle Emergenze all’interno di un ambiente di lavoro, e può essere definito come il lavoratore preventivamente designato a compiere un insieme di azioni e interventi che hanno il fine di tutelare la vita dell’infortunato, in attesa dell’arrivo di personale più qualificato.

I corsi per la formazione degli addetti al primo soccorso sono strutturati secondo la classificazione delle aziende presente nel Decreto Ministeriale 388/03, che da le linee guide per questa tipologia di corsi. Prima di tutto è necessario capire quale sia la categoria di appartenenza dell’azienda sulla base dell’indice di inabilità, reperibile nel sito Inail.

Questo corso primo soccorso Venezia è organizzato per il gruppo A, ha una durata complessiva di 16 ore, ed è rivolto agli addetti alla squadra di primo soccorso aziendale. Lo scopo del corso è fornire la formazione necessaria agli addetti alla gestione delle emergenze per affrontare situazioni di emergenza aziendale a causa di malori o infortuni.  Il programma affronterà argomenti come:

  • l’accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato;
  • le nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell’apparato cardiovascolare e respiratorio;
  • il sostenimento delle funzioni vitali;
  • i traumi e le lesioni cranio-encefalitici, della colonna vertebrale e toraco-addominali.

Per il corso di primo soccorso a Venezia, verrà consegnato il materiale utile per la formazione e la dispensa cartacea, contenente documenti di utilizzo e di lettura utili a completare la formazione conseguita. A seguito dell’esito positivo della verifica finale e della presenza pari almeno il 90% del monte ore, verrà rilasciato l’attestato individuale direttamente dall’ente di formazione Lisa Servizi, accreditato presso la Regione del Veneto.

Come diventare un bravo fabbro

Uno dei lavori artigianali più richiesti al giorno d’oggi è quello del fabbro rozzano, professione che anche in Italia figura da tempo tra quelle considerate a rischio di estinzione. I fabbri, infatti, sono praticamente insostituibili e hanno il monopolio del mercato, svolgendo una professione a metà strada tra il lavoro artigianale e quello creativo. Le persone che svolgono questo mestiere sono sempre meno, perché i giovani che decidono di aprire un laboratorio o un’officina sono veramente pochi,  ma questo può offrire anche dei lati positivi per chi vuole intraprendere questa professione.

Scegliere di fare il fabbro potrebbe quindi essere una buona soluzione per assicurarsi un futuro roseo dal punto di vista economico e tante soddisfazioni dal punto di vista professionale. Vediamo quindi cosa è necessario fare per arrivare a svolgere tale professione e quali sono le mansioni tipiche di questo artigiano.

Chi svolge questo lavoro per lo più da artigiano e imprenditore di se stesso, quindi in totale autonomia, decidendo tempi, orari e modi, e persino quali clienti servire, dal momento che la domanda è molto alta.

Per prima cosa, come requisito, il fabbro è un lavoro adatto a chi possiede una certa forza fisica, quindi può non essere adatto a tutti e sarà di sicuro apprezzato da coloro che amano i lavori manuali.

 

Veniamo al punto: “Come diventare fabbro”

Il mestiere del fabbro sostanzialmente viene ancora svolto utilizzando le classiche incudini e martello. La sua opera non può essere facilmente riprodotta su scala industriale, e per questo motivo il fabbro appare oggi un professionista molto richiesto e quasi insostituibile.

Il fabbro si dedica in genere alla realizzazione di ringhiere, inferriate, cancelli, passamano, scale, e una miriade di altri oggetti di uso o di arredamento quotidiano. Per poter diventare un bravo fabbro sarà necessario apprendere tutti i segreti del mestiere e acquisire tanta esperienza.

Al fine di poter esercitare questa attività sarà necessario essere in possesso di un diploma rilasciato da un ente di formazione professionale, che seguirà un corso di formazione dedicato. Gli uffici del lavoro di zona solitamente sono informati su gli enti che erogano tali corsi. Questi corsi normalmente prevedono una frequenza obbligatoria e devono essere seguiti sia dal punto di vista teorico che da quello pratico. La durata è pari a tre anni e il corso si conclude con un esame finale.

Finito il periodo di formazione, sarà necessario passare alla pratica, trovando sul posto una bottega, un’officina attiva disposta a prendervi come apprendista.

In seguito verrà deciso se approfondire la tecnica della saldatura o quella della forgiatura, in modo da avere un proprio repertorio professionale.  Quello dell’apprendistato per tale professione è un momento molto importante, che può durare uno o due anni.

Concluso anche questo periodo di formazione, il fabbro potrà scegliere se lavorare da subito in proprio, aprendo una propria officina e quindi una partita IVA presso la Camera di Commercio o lavorare prima come dipendente presso un altro artigiano, magari lasciando il proprio cv agli uffici di collocamento.

Quanto guadagna un consulente del lavoro?

Il consulente del lavoro si occupa per conto di un datore di lavoro di tutta una serie di pratiche relative alla gestione del personale, che vanno dai rapporti con i sindacati agli inquadramenti contrattuali, agli adempimenti di obblighi relativi a previdenza e assistenza sociale, alle relazioni con enti come Inps e Inail, per arrivare persino alla contabilità e alla consulenza fiscale.

Si tratta quindi di un libero professionista che svolge un ruolo cruciale nella gestione dei rapporti trilaterali tra azienda, dipendenti e istituzioni pubbliche. Il guadagno di un consulente del lavoro può, soprattutto con il passare degli anni, essere notevolmente ripagato: fondamentale è l’impegno e la passione ma a fare la differenza sarà anche la scelta di lavorare come consulente dipendente in un’azienda oppure aprire uno studio professionale di consulenza del lavoro.

Se i guadagni dei professionisti negli ultimi anni stanno registrando un calo notevole, i dati mostrano come per chi lavora come consulente del lavoro la situazione non sia proprio così. Una delle ultime indagini, condotte da un popolarissimo quotidiano di stampo economico, parlava di circa 80.000 euro l’anno per un consulente del lavoro con un discreto giro d’affari, ai quali però ovviamente vanno sottratti i costi per l’esercizio della professione (tipicamente gli spostamenti quando necessario, il mantenimento dell’ufficio, etc.).

Il compenso di un consulente del lavoro che ha uno studio di consulenza del lavoro proprio permette di arrivare a guadagni considerevoli; in questo caso a fare da discrimine è sicuramente il numero di clienti. Per un consulente del lavoro competente, conosciuto e affidabile il guadagno mensile può arrivare a superare i 3.000 euro. Chi riesce invece a farsi assumere nelle grandi società o comunque nelle aziende che preferiscono avere a disposizione almeno un consulente del lavoro in azienda, tende a guadagnare di meno, senza però dover necessariamente sottostare a quelli che sono gli alti e bassi della libera professione.