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Come scegliere la carta plotter

Tra gli apparecchi più utilizzati negli uffici di stampa non possono certamente mancare i plotter che permettono di ottenere stampe o incisioni di qualità su carta (e non solo). Per quanto riguarda la carta plotter, che potete trovare su key-shop.it, dovrete tenere a mente che ve n’è di diversi tipi: per prima cosa si parla di carta plotter opaca e lucida, ma successivamente dovrete tenere a mente anche la grammatura, disponibile nella versione da 80 e quella da 90 grammi. La carta plotter permette la stampa in formati molto grandi ed è particolarmente utilizzata in ambito tecnico e professionale.

Non tutta l’attività di stampa all’interno di un’azienda si riassume nella produzione di lettere tramite la solita stampante a getto d’inchiostro o laser, proprio perché oltre alla gestione della corrispondenza – avendo cura di selezionare anche in funzione delle dimensioni delle ottime buste postali – spesso si devono fissare su carta progetti o modelli di una certa complessità e ricchezza di dettagli che richiedono l’uso della carta plotter. Il plotter per la stampa è usato in studi di ingegneria e architettura per la stampa di progetti, mappe e prospetti ma anche in studi grafici dove le stampe di grandi dimensioni sono richieste per esigenze professionali.

Al suo utilizzo principale si sono poi oggi affiancate anche le stampe in grandi quantità di materiale promozionale e pubblicitario. Sostanzialmente quindi la carta plotter non differisce dagli altri tipi di carta per la sua qualità ma per le sue dimensioni: viene infatti distribuita in rotoli o formati. Le diverse tipologie di plotter permettono di scegliere se utilizzare carta in rotoli o in formati. In genere il formato, un grosso pacco di carta, è utilizzato per stampe a ciclo continuo di dimensioni uguali nelle dimensioni standard A3-A2-A1-A0. I rotoli, disponibili in lunghezze che vanno da 50 a 150 metri, permettono invece di poter avere stampe di dimensioni diverse a seconda del taglio che si preferisce.  

Come funziona un boiler a gas

Il boiler a gas è un apparecchio che riscalda l’acqua ad uso domestico. Ci sono diversi tipi di boiler a gas sul mercato che consumano più o meno energia a seconda delle loro caratteristiche. Il boiler a gas, noto comunemente come caldaia, si attiva soltanto quando si apre il rubinetto dell’acqua calda, riscaldando l’acqua che scorre all’interno della serpentina in maniera istantanea.

Questa caratteristica consente un risparmio di energia notevole. Il boiler a gas torino riconosce tramite una membrana la decompressione dovuta all’apertura di un rubinetto ed apre una valvola che riempie di gas gli ugelli. Questa fuoriuscita di gas viene subito innescata da una fiamma pilota che ne determina la combustione. Dunque il calore, salendo, scalda un tubo detto serpentina, che corre a spirale sopra gli ugelli.

Quando si chiuderà il rubinetto la stessa valvola chiuderà il gas agli ugelli.  I fumi di combustione verranno convogliati in un camino che varia di diametro e di materiale, oltre che di posizione di scarico, in base alla tipologia di boiler. Oggi i boiler a gas in commercio non sono provvisti più di fiamma pilota, bensì di ugelli in serie che si accendono, facendosi attraversare dal gas che crea la fiamma solo nel momento in cui vi è richiesta d’acqua calda, ossia quando si apre il rubinetto predisposto per l’acqua calda.

L’apertura del rubinetto dell’acqua calda crea l’accensione della fiamma, che “brucia” l’acqua quando scorre nel tubo a spirale presente nel serbatoio. Nella maggior parte dei condomini o abitazioni dove il sistema di riscaldamento è gestito separatamente da altre tipologie di caldaie o sistemi energetici di ultima generazione (pannelli solari, fotovoltaico, teleriscaldamento, etc.), il boiler a gas è il principale dispositivo di produzione di acqua calda sanitaria civile.  A parità di calore sviluppato, il boiler a gas è sempre più conveniente dello scaldabagno elettrico, in quanto la corrente elettrica di un equivalente boiler elettrico costa più del gas. 

Le migliori app per la ristorazione

La cucina italiana è conosciuta in tutto il mondo. E’ vero dunque che nel bel Paese si mangia molto bene ma a volte capita di andare in dei locali poco appetibili. Per evitare queste brutte esperienze è utile ricorrere a delle app per ristorazione, nella maggior parte dei casi gratuite, che permettono di trovare con una certa facilità i migliori locali nelle vicinanze e scegliere quelli migliori in base ai feedback rilasciati dagli utenti.

In che modo funzionano? La maggioranza di queste app sfrutta la tecnologia GPS per trovare i migliori ristoranti nelle vicinanze e, una volta selezionato un locale, permette di visualizzare le recensioni e i voti rilasciati dagli utenti. Tra le diverse app per ristorazione, ne spiccano alcune che possono essere davvero utili. 

TripAdvisor 

E’ forse la più conosciuta tra le varie app. Una volta scaricata e aperta, potrete scegliere la categoria nel quale ricercare, abilitare la posizione (o scrivere il luogo manualmente) e l’applicazione vi mostrerà un elenco con tutti i luoghi richiesti in quel determinato luogo. Cliccando, poi, sul locale scelto ci saranno le recensioni degli utenti e le immagini del posto, in modo da farvi un idea del luogo.  

The Fork 

Altra app per ristorazione molto conosciuta è The Fork. Permette non solo di cercare e prenotare in oltre 40.000 ristoranti (di cui ben 9.000 in Italia), ma anche di accumulare punti fedeltà, i cosiddetti Yulms, grazie ai quali ricevere degli sconti sulle prenotazioni effettuate nei ristoranti aderenti al programma. 

 Yelp 

Yelp, pur essendo super conosciuta negli Stati Uniti, negli ultimi tempi sta prendendo piede anche in Italia. Il suo funzionamento  non si discosta molto da quello delle altre app per ristorazione: si cerca un ristorante (o una qualsiasi altra attività) utilizzando la ricerca “standard” o il GPS, si guardano le foto scattate dagli utenti e si leggono le recensioni rilasciate dagli stessi per trovare i migliori ristoranti. 

Noleggiare Fotocopiatrici, il mio business

Mi chiamo Alberto e noleggio fotocopiatrici. Il mio attuale business parte da lontano. Infatti la mia famiglia da 2 generazioni possiede 2 copisterie, una nel nord Italia e l’altra nel centro. Il lavoro non ci è mai mancato, anche grazie alle numerose tesi e rilegature che riuscivamo ad eseguire. Anche se da 5 anni a questa parte il lavoro da questo settore è calato, viste le numerose tesi in formato elettronico, sempre più richieste dagli atenei, è cresciuto sensibilmente il lavoro di scannerizzazione di archivi cartacei, che, soprattutto per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni, viene sempre più chiesto.

Nonostante questo, un giorno, durante la fiera di settore a Dusseldorf, in Germania, dove mi recavo ogni anno per conoscere le nuove tecnologie che le fotocopiatrici andavano ad implementare, ebbi l’illuminazione. Diventare un noleggiatore di fotocopiatrici!!
Aprire il  mio centro di noleggio fotocopiatrici ed assistenza sulle stesse, poteva essere un gioco da ragazzi, visti i contatti che avevo nel settore e la conoscenza dei mezzi di stampa.

Appena rientrato a casa telefonai immediatamente al rappresentante di zona della marca delle fotocopiatrici che possedevo e gli parlai del mio progetto. Ne fu entusiasta e così diventò mio partner commerciale. Poi mi recai in banca per richiedere un finanziamento per avviare il mio business. Non senza qualche difficoltà riuscì ad ottenere un buon prestito con un tasso conveniente, visti i tempi che corrono.

Ero pronto, stabilii la mia sede accanto alla mia copisteria del “settentrione”, dato che li avevo un fondo abbastanza grande di cui disporre. Assunsi una persona per le assistenze che non potevo fare di persona.

Feci una grande inaugurazione a cui intervennero molti clienti e curiosi di ogni sorta, “il paese è piccolo e la gente mormora”, si sa com’è.

Fu così che avviai la mia attività di noleggio fotocopiatrici saronno. Dopo 5 anni posso ritenermi pienamente soddisfatto, visto che dopo 2 anni chiusi una copisteria, visto il lavoro in crescendo della mia nuova attività.

Tipologie di aspirapolvere professionali

Il funzionamento dell’aspirapolvere è molto semplice: il motore dell’aspirapolvere aziona una ventola che, girando ad alta velocità, crea intorno alla bocchetta dell’aspirapolvere professionale una forte depressione. Il risucchio che provoca, permette di aspirare lo sporco, che a quel punto finisce dritto nel sacchetto o nell’apposito contenitore di raccolta.
I sistemi di filtraggio poi raccolgono anche l’acqua, quando si tratta di aspirapolvere per l’aspirazione dei liquidi, e di far fuoriuscire eventualmente l’aria separata dalla polvere e depurata dalle particelle più piccole e responsabili di allergie.
A seconda del funzionamento possiamo dividere gli aspirapolvere:
– a traino dotati di cavo estraibile, con maniglie e ruote per il trasporto
– elettronico che possiede comandi elettronici
– a vapore molto potente
– automatico  che funziona in completa autonomia
A seconda invece di come viene eliminato lo sporco raccolto possiamo avere l’aspirapolvere:
– a sacchetto (in carta), dove quest’ultimo si cambia ogni volta che è pieno
–  a contenitore dove quest’ultimo (in materiale plastico, che può essere estratto e lavato, e chiuso da un coperchio che impedisce che la polvere fuoriesca) si svuota e si pulisce quando è pieno, per poi poterlo riutilizzare; la polvere si raccoglie sulle pareti del contenitore spinta da un vortice d’aria
–  con filtro ad acqua che può aspirare anche i liquidi, dove l’acqua si versa in un serbatoio dove viene convogliata la polvere; quando questo è pieno basta svuotarlo e lavarlo
– con scarico a terra da attaccare ad apposite prese che convogliano lo sporco in grandi contenitori centralizzati, sistemati ad esempio nella cantina.
A seconda di cosa possono aspirare, abbiamo l’aspirapolvere:
– tradizionale (solo per solidi) per solidi e liquidi, adatto a pulire superfici esterne come balconi o terrazzi, e a prosciugare piccoli allagamenti ad esempio in bagno o in cucina, o quando si versa una bibita a terra.