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Tipologie di aspirapolvere professionali

Il funzionamento dell’aspirapolvere è molto semplice: il motore dell’aspirapolvere aziona una ventola che, girando ad alta velocità, crea intorno alla bocchetta dell’aspirapolvere professionale una forte depressione. Il risucchio che provoca, permette di aspirare lo sporco, che a quel punto finisce dritto nel sacchetto o nell’apposito contenitore di raccolta.
I sistemi di filtraggio poi raccolgono anche l’acqua, quando si tratta di aspirapolvere per l’aspirazione dei liquidi, e di far fuoriuscire eventualmente l’aria separata dalla polvere e depurata dalle particelle più piccole e responsabili di allergie.
A seconda del funzionamento possiamo dividere gli aspirapolvere:
– a traino dotati di cavo estraibile, con maniglie e ruote per il trasporto
– elettronico che possiede comandi elettronici
– a vapore molto potente
– automatico  che funziona in completa autonomia
A seconda invece di come viene eliminato lo sporco raccolto possiamo avere l’aspirapolvere:
– a sacchetto (in carta), dove quest’ultimo si cambia ogni volta che è pieno
–  a contenitore dove quest’ultimo (in materiale plastico, che può essere estratto e lavato, e chiuso da un coperchio che impedisce che la polvere fuoriesca) si svuota e si pulisce quando è pieno, per poi poterlo riutilizzare; la polvere si raccoglie sulle pareti del contenitore spinta da un vortice d’aria
–  con filtro ad acqua che può aspirare anche i liquidi, dove l’acqua si versa in un serbatoio dove viene convogliata la polvere; quando questo è pieno basta svuotarlo e lavarlo
– con scarico a terra da attaccare ad apposite prese che convogliano lo sporco in grandi contenitori centralizzati, sistemati ad esempio nella cantina.
A seconda di cosa possono aspirare, abbiamo l’aspirapolvere:
– tradizionale (solo per solidi) per solidi e liquidi, adatto a pulire superfici esterne come balconi o terrazzi, e a prosciugare piccoli allagamenti ad esempio in bagno o in cucina, o quando si versa una bibita a terra.