L’utilizzo del vetro per arredare casa

Per arredare casa, si sta diffondendo sempre di più l’utilizzo, quale materiale predominante, del vetro.

Difatti con esso possono esser creati diversi componenti che andremo meglio a specificare nel corso del nostro articolo.

Prima di tutto bisogna approfondire il perchè dell’utilizzo di tale materiale.

Il vetro in se ha la capacità di rendere gli ambienti molto più luminosi e visivamente molto più eleganti e leggeri. Tale risultato è dovuto alla sua caratteristica principale la trasparenza.

Con questo materiale possono esser create delle intere pareti divisorie, al fine di permettere il passaggio della luce naturale con un notevole risparmio economico.

Anche gli arredamenti stessi possono esser progettati e costruiti in questo materiale.

Si pensi alle varietà di tavoli in vetro curvo che il mercato offre, scrivania vetro  tavoli che vengono creati da una lastra di vetro che, una volta portata gradualmente alla temperatura di seicento gradi, perde la sua rigidità divenendo flessibile. Una volta ammorbidita la lastra di vetro, essa sarà adagiata all’interno di uno stampo anch’esso riscaldato al fine di farle prendere la forma voluta.

Il mercato, come dicevamo più sopra, offre diverse tipologie di tavoli creati dalla curvatura del vetro. A gusto dello scrivente i più belli sono in cristallo non colorato, ma se ne producono anche con lastre colorate, in grado di soddisfare i gusti di tutti.

Con la tecnica sopra descritta possono, praticamente, esser costruiti tutti gli elementi che compongono l’arredamento delle nostre case.

Si pensi oltre ai tavoli già citati ai mobili porta tv, ma anche alle sedie.

Non abbiate timore circa la robustezza di tale materiale. Il vetro ricurvo, per resistere ai pesi e quindi per garantire una maggior solidità e durevolezza, una volta ottenuta la forma desiderata, subisce una seconda cottura.

Esso viene  portato, per una seconda volta, ad alte temperature e subisce un secondo processo di raffreddamento controllato.

Questo passaggio garantisce al materiale una maggior robustezza.

Quindi, ricapitolando, in caso in cui si voglia procedere a donare un nuovo look alla nostra abitazione potremo adoperare il vetro quale materiale, sia per la creazione di pareti divisorie, sia per gli arredi classici, in modo da ottenere il massimo della luminosità e dell’eleganza che questo materiale riesce a donare.

Pettorina o collare? Questo è il dilemma

Il guinzaglio diventa l’accessorio indispensabile se vogliamo portare a spasso il nostro amico a quattro zampe. Ma a cosa lo attacchiamo? Collare o pettorina? Esistono diverse opinioni a riguardo: c’è chi sostiene che è meglio utilizzare la pettorina perché è meno traumatica, c’è chi invece è a favore del collare per un maggior controllo del cane. Chi ha ragione allora? La verità si trova sempre nel mezzo, cioè dipende dalla razza, dalla taglia e dall’età del nostro amico a quattro zampe. Diamo quindi un’occhiata ai pregi e difetti di entrambi per scegliere con più consapevolezza. Sia i collari che le pettorine per cani devono rispettare il benessere psicofisico del cane. Per quello che riguarda il proprietario, entrambi devono essere pratici e versatili ovvero non si deve avere alcuna difficoltà nel metterli o toglierli.
Scelta della pettorina per cani

Orientarsi verso la pettorina significa tenere in considerazione molti fattori, primo tra tutti il rapporto tra proprietario e il cane. Se il padrone è in grado di gestire il proprio amico a quattro zampe, impartendo regole e comandi, la pettorina si rivela la soluzione perfetta. E’ particolarmente adatta per i cani di piccola taglia dall’animo mansueto e si rivela utile per ottenere una buona coordinazione del cane durante la passeggiata, in particolare le pettorine julius. Naturalmente la pettorina deve essere comoda, non deve stringere troppo e regolata nel modo giusto. Il nostro cane non deve quasi nemmeno avvertire di averla addosso. E’ sconsigliata per cani irruenti e aggressivi che possono compiere slanci energici, trascinando anche il proprietario.
Scelta del collare

Il collare è il primo elemento che caratterizza l’approccio tra proprietario e cane, determinandone i ruoli di base. Non deve essere troppo stretto per non soffocare il nostro amico a quattro zampe ma al contrario comodo e morbido, così da consentire al cane il giusto movimento interiorizzando il messaggio di predominanza imposto dall’uomo. Il compito del collare è proprio questo, la distinzione dei ruoli tra il padrone (che rappresenta il capobranco) e il cane (il fedele amico dell’uomo).

Tipologie di aspirapolvere professionali

Il funzionamento dell’aspirapolvere è molto semplice: il motore dell’aspirapolvere aziona una ventola che, girando ad alta velocità, crea intorno alla bocchetta dell’aspirapolvere professionale una forte depressione. Il risucchio che provoca, permette di aspirare lo sporco, che a quel punto finisce dritto nel sacchetto o nell’apposito contenitore di raccolta.
I sistemi di filtraggio poi raccolgono anche l’acqua, quando si tratta di aspirapolvere per l’aspirazione dei liquidi, e di far fuoriuscire eventualmente l’aria separata dalla polvere e depurata dalle particelle più piccole e responsabili di allergie.
A seconda del funzionamento possiamo dividere gli aspirapolvere:
– a traino dotati di cavo estraibile, con maniglie e ruote per il trasporto
– elettronico che possiede comandi elettronici
– a vapore molto potente
– automatico  che funziona in completa autonomia
A seconda invece di come viene eliminato lo sporco raccolto possiamo avere l’aspirapolvere:
– a sacchetto (in carta), dove quest’ultimo si cambia ogni volta che è pieno
–  a contenitore dove quest’ultimo (in materiale plastico, che può essere estratto e lavato, e chiuso da un coperchio che impedisce che la polvere fuoriesca) si svuota e si pulisce quando è pieno, per poi poterlo riutilizzare; la polvere si raccoglie sulle pareti del contenitore spinta da un vortice d’aria
–  con filtro ad acqua che può aspirare anche i liquidi, dove l’acqua si versa in un serbatoio dove viene convogliata la polvere; quando questo è pieno basta svuotarlo e lavarlo
– con scarico a terra da attaccare ad apposite prese che convogliano lo sporco in grandi contenitori centralizzati, sistemati ad esempio nella cantina.
A seconda di cosa possono aspirare, abbiamo l’aspirapolvere:
– tradizionale (solo per solidi) per solidi e liquidi, adatto a pulire superfici esterne come balconi o terrazzi, e a prosciugare piccoli allagamenti ad esempio in bagno o in cucina, o quando si versa una bibita a terra.

Come migliorare il proprio approccio con il data entry digitale

Con l’avvento delle nuove tecnologie, come gli smartphone e i tablet su tutti, avere delle foto in formato digitale è diventata la regola, ma fino a qualche decennio fa, le fotografie venivano tutte stampate su carta. Vediamo, in breve, cosa ci serve per una archiviazione digitale di foto da formato cartaceo. La prima cosa di cui avremmo bisogno è un software, di solito in dotazione con lo scanner, che ci permetta di gestire le nostre scansioni. In seconda battuta avremmo bisogno di uno scanner piano con una risoluzione  sufficientemente alta.
Salviamo le nostre scansioni in formato TIFF (senza compressione) oppure utilizzando il formato .psd (Photoshop). Prendiamo in considerazione anche un piccolo software per correggere eventuali imperfezioni.
Sarebbe meglio evitare di salvare in formato JPEG o TIFF (con compressione JPEG).
Per quanto riguarda la risoluzione delle scansioni, sarebbe opportuno non scendere sotto i 300 dpi, inoltre se dobbiamo stamparle, al fine di ottenere l’aspetto di tono continuo sarebbe opportuno avere un dpi più alto.
Ora diamo uno sguardo allo spazio di archiviazione ed alla conservazione delle immagini digitalizzate:
1) le unità disco possono deteriorasi – quindi si dovrebbe avere un piano di backup.
2) La vostra abitazione o studio può subire dei danni (alluvioni, terremoti, incendi, ecc)
–  quindi si dovrebbe avere un piano di backup offsite.
3) Essere sempre aggiornati sul rilascio di nuovi software e nuovi formati. Infatti un formato di file comunemente usato oggi può non essere valido o compatibile in futuro. Esempio il Kodak Photo CD. Infatti questo formato di file è considerato obsoleto e non più supportato.

Spero che non ci siano più dubbi sull’archiviazione digitale delle foto cartacee.

Potete trovare maggiori informazioni al seguente indirizzo: http://www.ciesseservices.it/altri-servizi/servizi-per-lufficio/

Il percorso per diventare interior designer

Occuparsi della progettazione di uno spazio chiuso in tutti i suoi aspetti, dalla divisione degli ambienti agli arredi, dalla scelta dei materiali a quella dei colori: è il ruolo del Designer d’Interni o Interior Designer – come è chiamato oggi –, una figura professionale che negli ultimi anni si sta diffondendo notevolmente nel nostro Paese e soprattutto è molto forte la ricerca di specialisti in interior design a Padova.

Dal momento che i budget a disposizione delle giovani coppie sono spesso limitati e le dimensioni degli appartamenti si riducono, diventa essenziale poter sfruttare ogni spazio, anche il più piccolo: qui interviene l’Interior Designer, non un semplice arredatore, ma in genere un architetto specializzato in design d’interni, capace di valorizzare gli ambienti con la scelta dell’arredamento delle giuste dimensioni e di stabilire la disposizione dei mobili in modo da renderla funzionale, accogliente e confortevole.

Naturalmente il suo ruolo non è limitato alle abitazioni private ma comprende gli ambienti pubblici, i negozi, gli uffici. Oggi i professionisti degli interni si preoccupano inoltre di trovare soluzioni di “design sostenibile” per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente: utilizzano, quindi, materiali riciclabili, energie alternative e prodotti di buona qualità in grado di durare nel tempo.

Vediamo quali sono le strade da seguire per intraprendere questa professione:

Laurea in Architettura

L’itinerario tradizionale per diventare Designer d’Interni è rappresentato dal conseguimento della laurea in Architettura e di una specializzazione post-universitaria in Design d’Interni. Negli atenei italiani il Corso di Laurea in Architettura è a numero programmato e ancora a ciclo unico.

Corsi triennali in Design d’Interni

Frequentare un corso triennale in Design d’Interni permette di specializzarsi nella progettazione di varie tipologie di spazi chiusi, dalle abitazioni agli alberghi, dai luoghi pubblici – aeroporti, stazioni – a quelli di servizio – scuole, ospedali, uffici, musei, banche.

Master e specializzazioni post-laurea

Coloro che sono già in possesso della Laurea in Architettura, del Diploma Accademico in Design o di un altro titolo affine, possono specializzarsi con il Master in Interior Design dello IED, che ha una durata compresa tra otto e dodici mesi e permette di approfondire gli ambiti progettuali legati all’arredo, alla luce, allo spazio e ai materiali. In Italia il Master è attivato dalle sedi di Milano – in inglese –, Roma e Torino. La vasta offerta dell’Istituto Europeo di Design comprende poi corsi di specializzazione serali ed estivi, destinati a chi vuole migliorare le proprie competenze nel settore.

L’allestimento multimediale dell’evento

Come si allestisce un evento?

Innanzitutto fondamentale è definire la tipologia di evento ed il risultato che si vuole ottenere. A seconda del budget si dovrà optare per soluzioni molto differenti tra loro, che possono avere lo stesso obiettivo ma con un risultato che sarà molto diverso.

Ad esempio se si opta per soluzioni di videoproiezione per la riproduzione di video in ambienti esterni o fortemente illuminati il risultato sarà molto differente rispetto all’ utilizzo di led wall, da interni o da esterni.

Il ledwall permette infatti di ottenere immagini molto più nitide e luminose, ma il costo rispetto ad una videoproiezione è maggiore. L’utilizzo dei maxischermi è consigliabile in tutte le situazioni all’esterno e in cui vi è un gran numero di partecipanti, grazie alla modularità che permette di ottenere schermi di qualsiasi dimensione.

La videproiezione è consigliabile solamente in ambienti chiusi poco illuminati oppure in ambienti esterni di notte, oper effettuare il cosiddetto videomapping, ovvero la riproduzione di immagini su strutture architettoniche per creare effetti veramente spettacolari.

Di primaria importanza è anche il comparto audio e luci, che dovrà essere adeguato alla location ed al numero dei partecipanti. Fondamentale è la qualità e la calibrazione degli impianti audio, in quanto un impianto di alta qualità ma calibrato male otterrà lo stesso risultato di un impianto di qualità minore ma con una miglior calibrazione.

Un altro aspetto fondamentale è l’esperienza e la competenza dei tecnici che gestiscono le attrezzature audiovisive, anche per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza o di guasti tecnici, per fortuna molto rari.